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«Il paesaggio come corrispondenza, Eden perduto
ma non del tutto, dolce risacca capace di accoglierci in una generosa
cantilena senza fine…»
così esordisce Nunzio Battaglia nel presentare il suo lavoro dal
titolo misterioso in mostra presso la Galleria Fotografia
Italiana Arte Contemporanea dal 16 maggio al 17
luglio 2007.
Il titolo, con i due ermetici monosillabi, è un
riferimento preciso a una concezione dello sguardo sul mondo tipicamente
orientale: sinteticamente, la parola ju è vicina
al concetto occidentale di “essenza” delle cose ma nello stesso
tempo allude anche al loro apparire per quello che sono nella loro
autenticità; la parola lü invece si riferisce al
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momento
più concettuale, di riflessione sulla percezione del mondo.
Visione e pensiero dunque nelle 21 opere della
mostra e nelle altre in catalogo che spaziano dai paesaggi
americani di ampio respiro a quelli dell’estremo oriente, dettagli
ripresi sempre con uno stile ispirato più al concetto del “togliere”,
secondo un metodo di pulizia formale e di rigore compositivo.
Gli elementi naturali e paesaggistici, a volte appena accennati,
appena visibili, paiono così aleggiare in atmosfere magiche dove
l’artista tenta di ricomporre i due momenti, apparentemente contraddittori,
della percezione immediata e della riflessione meditata.
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